Lo smartworking dalla A alla Z. È online la mappa interattiva per orientarsi nel futuro del lavoro

A come articoli, B come benchmark, C come casi aziendali… fino alla Z, come generazione Z, quella dei giovanissimi che sperimenteranno ancora nuovi cambiamenti nel modo di organizzare il lavoro e di conciliarlo con la vita privata. Sono le parole che servono per orientarsi nel mondo dello smartworking, e da oggi è online una mappa interattiva che rende più semplice questo viaggio. L’ha costruita Methodos, società di consulenza milanese specializzata in programmi di cambiamento culturale e organizzativo e, in occasione della Settimana del Lavoro Agile 2018, l’ha messa gratuitamente a disposizione di tutti su http://www.methodos.com/futurodellavoro/

 

«Questo lavoro è il frutto di anni di esperienza al fianco delle realtà italiane e internazionali che per prime hanno sperimentato lo smartworking –spiega Alessio Vaccarezza, CEO Italia di Methodos– Abbiamo raccolto i migliori studi, ricerche, trend, strumenti, lezioni, video, riferimenti normativi, premi di settore, tool di misurazione e quiz per sapere a che punto è la propria azienda sulla strada del cambiamento organizzativo». Il tutto corredato da una bibliografia ragionata che spazia fra temi come HR management, leadership, architettura degli spazi e tanto altro.

Perché negli ultimi anni il lavoro flessibile e intelligente è entrato nelle grandi realtà aziendali e anche in Italia, finalmente, si è giunti a una fase di maturità. «Si può ormai ragionare su una grande mole di casi di studio, esperienze concrete e declinazioni pratiche –continua Vaccarezza–. Si è formata una vasta letteratura in merito e, in rete, si può navigare in un vero e proprio universo di documenti, video, lezioni e materiali di ogni genere. Il senso del nostro progetto è quindi fornire una selezione aggiornata dei migliori contributi, nell’ottica di dare gli strumenti giusti a chi vuole valutare le opportunità di cambiamento per la propria impresa».

 

Dunque il tema dello smartworking, ormai, «Non appartiene più soltanto ai guru dell’innovazione e ai manager delle imprese più tecnologiche –fa notare Giuseppe Geneletti, head Smart Working Methodos–. I nuovi modelli organizzativi sono sempre più alla portata di tutti grazie ai nuovi strumenti tecnologici come cloud, mobile devices, tool per la social collaboration».

Ognuno di noi oggi conosce qualcuno che sperimenta direttamente questa rivoluzione del lavoro agile, del resto i numeri parlano di una realtà sempre più consistente: «In Italia lo smartworking riguarda 305mila lavoratori, +14% nel 2017 –prosegue Geneletti. Il il 36% delle grandi imprese ha già progetti strutturati al riguardo. Le PMI e la PA sono ancora indietro, rispettivamente con il 7% e 5%, ma secondo l’Osservatorio Smartworking del Politecnico di Milano ci sono sul piatto 13,7 miliardi di euro di benefici possibili per il Paese. In Italia, dal 2017, abbiamo anche un’apposita legge che lo inquadra, la n.81».

 

Uno scenario dinamico e pieno di vantaggi che le nostre imprese stanno finalmente cominciando a cogliere, grazie anche al fatto che la fase più acerba di sperimentazione è terminata e si può fare oggi una riflessione sul vero significato del lavoro agile: è il tema del white paper firmato Methodos dal titolo Lo smartworking è morto. Lunga vita allo SMART working, sempre online su https://methodos.online/methodos/smart-working-wp/index.html. Perché non si tratta più di una semplice riorganizzazione di orari e spazi, ma un enorme cambiamento culturale e strutturale nell’organizzazione delle persone e delle imprese.

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