Diritti umani, Amnesty e “La Sposa bambina” alla Tela

Partecipa alla maratona per i diritti umani il quinto incontro di “Cose mai viste”, in programma martedì 13 dicembre dalle 19.00 alla Tela di Rescaldina. Organizzato dal Gruppo Amnesty International di Legnano e dalla stessa Tela, l’appuntamento guarda al 10 Dicembre 1948, quando le Nazioni Unite approvarono la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Ogni anno, per celebrare la Giornata dei Diritti Umani, Amnesty International si mobilita con un grande evento, chiamato Write for Rights. La sfida è raccogliere il maggior numero di firme e lettere possibili da inviare a governi e autorità di tutto il mondo per chiedere la liberazione di prigionieri di coscienza, supportare i difensori dei diritti umani, dire stop alla tortura, commutare condanne a morte e porre fine a ogni tipo di violazione di diritti umani. In occasione di questa “maratona” per i diritti umani che si svolge a livello globale anche sul territorio ci sarà un momento di informazione e riflessione con un aperitivo per i diritti umani, che permetterà di conoscere Amnesty e i suoi volontari e firmare alcune delle petizioni Write for Rights 2016. Alle 21.00 sarà proiettato il film La sposa bambina, racconto autobiografico di una bambina yemenita che all’età di 10 anni prende la coraggiosa decisione di divorziare dal marito.

La pellicola diretta da Khadija Al Salami si ispira all’autobiografia bestseller scritta da Nojoud Ali con la giornalista Delphine Minoui (tradotto in 16 lingue e venduto in 35 Paesi), La sposa bambina. Il libro racconta la vera storia di Nojoom, una bambina yemenita che riesce a fuggire dal suo sposo aguzzino, ottenendo il divorzio all’età di 10 anni. Nel fiore della sua infanzia, Nojoom è stata costretta dalla famiglia a sposare un uomo 20 anni più grande di lei, obbligata a ogni sorta di violenza fisica e psicologica. Una pratica tristemente diffusa nello Yemen, come in tanti altri Paesi del mondo, quella del matrimonio tra una bambina e un adulto, considerata legittima e soddisfacente per la dote derivante. Un’usanza arcaica, figlia di ignoranza e povertà, a cui Nojoom si è opposta rifiutandosi di avere rapporti con l’uomo che, per questo, l’ha riportata dai genitori, come si fa con un “elettrodomestico difettoso”. La bambina è riuscita a fuggire, a frequentare la scuola e ad ottenere, la più giovane al mondo, il divorzio”.

La regista Khadija Al Salami è nata a Sana’a ed è la prima donna filmmaker e produttrice yemenita. Costretta a sposarsi a 11 anni con un uomo di 20 anni più grande di lei, ha rotto il matrimonio e appena sedicenne ha abbandonato il Paese per trasferirsi negli Usa a studiare cinema. Dopo un lungo periodo trascorso in Francia, dove ha girato oltre 25 documentari ed è stata insignita della legione d’onore da Frédérick Mitterrand, nel 2009 è tornata in Yemen per raccontare la storia di Nojood”.

 

L’ingresso è libero.

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